giovedì 20 dicembre 2018

STEP #23 - La sintesi finale


Realizzare questo blog mi ha reso profondamente soddisfatta.
Ho approfondito i più svariati temi, dal design ai fumetti: aprendo nuove finestre sul mondo, la mente spazia in modo creativo stuzzicando piacevolmente la curiosità, in una sorta di bricolage intellettuale, che attinge da un repertorio dalla composizione eteroclita.

Chiuso lo stucchevole preambolo, vi illustro sinteticamente gli argomenti salienti del mio blog sulla poltrona. Il filo rosso che li collega è la pigrizia dell'uomo contemporaneo, che letteralmente designa quanto segue.

Sapevate che “poltrona” deriva (tra i vari ceppi etimologici) da “poltrao”, ovvero la fusione di “pollice truncus”, termine allusivo di coloro che usavano tagliarsi il pollice per evitare di andare in guerra?
Insomma, "P fa r pldrón ź trova senbr 'na raggión.”: i pigri sono sempre esistiti, in ogni epoca ed in ogni dove.
 La poltrona è il simbolo, l’araldo per eccellenza della pigrizia, dell’inettitudine e della nullafacenza!
Ecco perché, talvolta con un pizzico di ironia, ho tentato di definire un sarcastico catalogo delle “poltrone per pigri”: nella vita serve anche un po’ di divertito distacco dalle cose, per non trasformarle in feticci e diventarne assuefatti!
A proposito di humor, nel blog c'è anche satira politica, come "25: poltrone occupate da Mastrapasqua" e ancora i tweet evidenziati in Troppi "capi", poche poltrone.

In una Leonia distrutta, l’uomo moderno diventa la personificazione dell’inetto, del negletto che si accascia passivamente sui suoi errori: la poltrona è la sua comoda madre, il rifugio sicuro, la calda placenta che lo accoglie senza giudicarlo.
 Zeno Cosini ed Antony Patch di "Belli e dannati" di Fitzgerald sono la perfetta personificazione; la poltrona diventa l’emblema della nostra società.

Il film Ready Player One di Spielberg è un distopico fantasy in cui i personaggi vivono seduti in una poltrona da gamer e vivono la vita all'interno di un videogioco.
Nel film di animazione Disney Pixar Wall-E gli umani si spostano su poltrone fluttuanti tramite cui si nutrono e comunicano con gli altri su schermi olografici.
Sul web, attualmente, esiste addirittura un blog (Viaggiatori in poltrona) per esplorare il mondo senza alzare il deretano dalla propria postazione. Un buon inizio per ridurci come presagito nei suddetti pronostici.

Molti post si riconducono allo studio sui materiali e sulle tecniche impiegate per realizzare la poltrona nel corso dei secoli poiché, citando il filosofo José Ortega y Gasset, senza la tecnica l’uomo non sarebbe mai esistito.
Innumerevoli brevetti per renderla ancora più confortevole, per “diminuire i movimenti effettuati dal fruitore” e impigrirlo maggiormente: si passa da materiali ostici e torniti come il legno (Antica Roma) alla comoda e imbottita seduta dei giorni d'oggi, che si evolve come poltrona massaggiante.

Pensando per immagini: la poltrona è lo sfondo naturale, il contesto in cui viviamo e ci riconosciamo!
Siamo la generazione che vive di apparenze: è essenziale definire il ruolo della poltrona per la nostra civiltà anche in quest’ottica.
Dai succitati post emerge come essa sia sinonimo di regalità, compostezza, decoro, donando un'immagine di prestigio. La poltrona, posta in un contesto domestico o ufficiale, diviene un chiaro segno di riconoscimento della pacatezza e della comodità umana, anche nelle arti figurative.

Ma attraverso l'immagine e la rappresentazione, il design è "consumato"? Criticando la fenomenologia, “consumiamo molta più rappresentazione del design (l’estetica) rispetto al vero design?"  Ho provato a dare una risposta realizzando una tassonomia della poltrona e illustrando la corporate image dell'azienda di design Poltronova.
Nella nostra società, la pubblicità si integra allo spettacolo, e lo spettacolo diviene così un efficace volano della comunicazione per immagini.
I protagonisti della pubblicità diventano i protagonisti della cosa.

Dulcis in fundo, il coronamento del mio blog, la mia fonte di orgoglio, boriosa albagia: STEP #21 - Un ABC, che vi invito calorosamente a leggere: un mix di letteratura, design, arte, fotografia, cinema, musica, mitologia, storia, cultura, fantasy, sport per ogni lettera dell'alfabeto. La declinazione della poltrona a 360°, condita sempre dall’ ironia e animata dal desiderio di conoscenza e sapere.
Dante docet: “Fatti non foste a viver come bruti; ma per seguir virtute e conoscenza” .

Grazie per l’attenzione, spero di non avervi annoiato troppo!
P.S. nello STEP #9 - La vostra vita in 5 oggetti potreste scoprire qualcosa su di me!

Troppi "capi", poche poltrone

Per usare un’espressione di Severino, “Qui stanno le “radici della violenza” e dell’alienazione dell’Occidente: nell’idea che l’essere nasca dal nulla e finisca nel nulla, che l’essere sia il nulla”. Potrebbe essere utile, per configurare questo ultimo assunto, considerare il percorso regressivo che nel corso del tempo, dagli albori di questa umanità ai giorni nostri, ha compiuto la moneta. Ciò è riferibile tanto a chi ne deteneva il conio quanto al metallo impiegato: si è passati dalle funzioni più elevate e dall’oro, al digitale e alla sparizione non solo del metallo, ma anche della carta; attraverso un costante processo di alterazione, manifestatosi in tutta la sua evidenza durante il regno di Filippo Il Bello, si è arrivati alla “creazione dal nulla” del denaro e delle informazioni ad opera dell’alta borghesia con le sue banche, fino ad oggi in cui le istanze digitali propagandate dal web non fanno altro che sancire il definitivo livellamento verso il basso quanto a chi ne detiene la “matrice” e il nulla circa il suo valore. http://www.ilnodogordiano.it/?p=2263

giovedì 13 dicembre 2018

Belli e dannati - la poltrona dell'inetto 900esco

Sto leggendo il romanzo "Belli e dannati" di Francis Scott Fitzgerald.
Ho notato che la poltrona compare spesso durante la narrazione, in particolare durante le liti che avvengono tra i due protagonisti, marito e moglie: Anthony e Gloria. Sono due giovani, bellissimi rampolli dell'alta società newyorkese; si crogiolano nella loro quotidianeità, soffocano il loro amore nella noia e nelle feste, ubriacandosi.
Anthony, nel culmine delle discussioni intraprese con Gloria, tende spesso ad accasciarsi in poltrona: essa diventa un muro, un capro espiatorio per allontanarsi dalla realtà, scappando dalle proprie responsabilità.



Riporto in seguito la trama del libro.


Il protagonista, Anthony Patch è un giovane ricco, bello e viziato che abita in un prestigioso appartamento della cinquantaduesima strada a New York e vive con un sussidio di circa settemila dollari l'anno oltre un titolo di 5000 dollari che il nonno, Adam Patch, gli corrisponde ogni Natale e che egli immancabilmente vende dal momento che si trova sempre un poco in ristrettezza economica.

Anthony passa il tempo oziando nella vasca della stanza da bagno, progettando di scrivere una monografia sui papi del Rinascimento mentre spera nella morte del nonno per avere la sua favolosa eredità.

Egli si reca spesso al bar Ritz, dove si incontra con l'intellettuale Maury Noble, colui che considera il suo migliore amico, e con lo scrittore Dick Caramel e si intrattiene discutendo frivolmente di pseudo argomenti letterari e filosofici.

Ha una ragazza che però tiene a debita distanza per non turbare la "serenità della sua vita"[2]:

«Era di piacevole compagnia, familiare nell'intimità e riposante. Più in là di tanto, egli non intendeva avventurarsi: mica tanto per scrupoli morali, quanto per il timore che un qualsiasi impiccio potesse disturbare quella che sentiva essere la crescente serenità della sua vita»

Ma un giorno Anthony conosce Gloria Gilbert, una bellissima ragazza di Kansas City, sicura si sé e desiderosa di prendersi il meglio dalla vita, e se ne innamora perdutamente. I due giovani si sposano ma presto si rendono conto dei reciproci difetti e delle loro differenze.

Anthony è un debole, senza iniziative che riesce a trovare un po' di coraggio solamente bevendo, mentre Gloria è irrequieta e litigiosa, sempre pronta al litigio, spesso annoiata e depressa.

Iniziano così le incomprensioni e la loro vita diventa una continua fuga dalle responsabilità per cercare istericamente un momento bello che sembra però solo un sogno irraggiungibile.

Durante uno dei tanti parties che sono soliti dare per circondarsi di amici, nel bel mezzo di una colossale ubriacatura, vengono sorpresi dal nonno, che, indignato, decide di punirli togliendo loro l'eredità.

Dal momento in cui il vecchio muore i due giovani trascorrono la vita in un inferno di litigi, rimpiangendo quanto perduto e cercando di riprendersi l'eredità senza riuscire però, malgrado le difficoltà economiche, a limitarsi nelle spese.

Scoppia intanto la guerra e Anthony viene arruolato nell'esercito. Durante questo periodo egli intreccia una relazione con Doroty Roycrof, una modesta ragazza del sud, mentre Gloria soffoca l'attesa del marito, di cui è comunque ancora innamorata, passando da una festa danzante all'altra. Unico suo cedimento, un bacio con un ufficiale, sua vecchia fiamma.

Al termine della guerra Anthony, abbandonata l'amante, ritorna da Gloria che ama ancora e per un breve periodo sembra ritornare la felicità. Presto però iniziano nuovamente i litigi e le incomprensioni e le folli spese.

Alla fine ottengono la tanto sospirata eredità, ma ormai la gioventù, la felicità e la bellezza non esistono più. Anthony e Gloria si imbarcano comunque su una lussuosa nave diretta in Europa, ma il sogno ormai raggiunto è diventato inutile perché i protagonisti comprendono che non resta più nulla per sognare.

Viaggiatori in Poltrona

Ameresti viaggiare, ma non puoi farlo? Viaggi e vuoi confrontare le tue esperienze con altri? Viaggiatori in poltrona consente a tutti divertimento, scoperta, avventura restando comodamente in poltrona ad assaporare racconti ed immagini di viaggi in luoghi esotici e lontani. Rassegna Sportidea Caleidos d’immagini sui Paesi extraeuropei a cura di amici che viaggiano. Racconti di viaggio fra fascino, scoperta e solidarietà. Le serate di narrazione di viaggi saranno talvolta accompagnate da letture, musica, anche dal vivo,assaggi di cibo.

PROGRAMMA VIAGGIATORI IN POLTRONA 2018-2019

19 ottobre: NUOVA GUINEA: “gli ultimi uomini”. Tribù e paesaggi della Papua Orientale. A cura di Bruno Dotti
30 novembre: CUBA: da La Habana Vieja al Pico Turquino. A cura di Chiara Enrico Bena e Marco Del Giudice
21 dicembre: GIORDANIA: profumi, colori e storia di una terra millenaria. A cura di Marta Banino e Alice Giani
25 gennaio: LAOS: la cenerentola dell’Indocina. A cura di Stefano Carbonatto
22 febbraio: AMAZZONIA: le Piante Maestre. Dalla tradizione alle sostanze proibite. A cura di Tania Re
29 marzo: KAMCHATKA E SIBERIA. A cura di Anna Alberghina
12 aprile: ISLANDA E SYLY: isole ai confini dell’Europa. A cura di Roberto Taberna e Giorgio Enrico Bena
31 maggio: SAMARCANDA: sulla via della seta. A cura di Fernanda de Giorgi e Ferruccio Nano

Poltrona umana: manifesto della civiltà che evolve

Edogawa Ranpo, "La poltrona umana ed altri racconti"
(1925)

NOIR GIAPPPONESE


La poltrona umana è il titolo di uno dei sei celeberrimi racconti scritti nel 1925 da Edogawa Ranpo, padre del noir giapponese, e presenti in questo volume. Gli altri cinque racconti sono gli altrettanto noti: Il delitto della salita D., Il test psicologico, La banda della mano nera, Occhi dalla soffitta e Il bacio, in cui l'autore, oltre a far esordire il giovane detective Akechi Kogoro, introduce le tematiche classiche della sua scrittura tra cui quella del doppio, l'ossessione per il crimine e le perversioni sessuali, il voyeurismo, nonché l'attrazione verso gli specchi in uno stile squisitamente erotico-grottesco. Tra i protagonisti dei suddetti racconti, Ranpo presenta Goda Saburo, un giovane crossdresser che si rinchiude nel proprio armadio per poi aggirarsi silenzioso nell'oscurità dei sottotetti con l'intento di spiare gli ospiti della pensione dove alloggia; Fukiya Seichiro, uno sfaccendato studente che è fatalmente attratto dai propri impulsi omicidi; la misteriosa Ohana che provoca la gelosia del marito perché coinvolta in un ambiguo rapporto con il di lui datore di lavoro; e infine il misterioso artigiano di poltrone con la sua ossessione per i corpi delle sue ignare vittime. La poltrona umana e gli altri racconti di questa raccolta, classici impedibili della letteratura giapponese mistery, sono il manifesto di una società che cambiava a un ritmo sempre più incalzante e di un'intera generazione di giovani risucchiata giocoforza nel mito della nipponica degli anni Venti.



Edogawa Ranpo, pseudonimo di Hirai Taro (1894-1965), è il fondatore del genere noir giapponese. Ranpo ha dato vita a una vasta produzione letteraria che ha ispirato gli scrittori giapponesi del periodo pre e post-bellico, gettando le basi per una completa fusione tra il mistery di fattura occidentale e la tradizione autoctona. Nel 1963 fonda la "Associazione degli scrittori mystery del Giappone"  (Nihon suiri sakka kyōkai) che gli dedica l'omonimo premio Edogawa Ranpo (Edogawa Ranposhō), assegnato ogni anno in Giappone dalla casa editrice Kodansha al miglior scrittore del panorama mistery.

http://www.atmospherelibri.it/index.cfm?box=news&azione=view&idnews=635

STEP #23 - La sintesi finale

Realizzare questo blog mi ha reso profondamente soddisfatta. Ho approfondito i più svariati temi, dal design ai fumetti: aprendo nuove fin...