martedì 30 ottobre 2018

STEP #6 I cataloghi della cosa

LA POLTRONA PER PIGRI

Ogni pigro vuole la propria postazione personalizzata. Credi di essere un pigrone? Leggi questo post per capire quale poltrona fa per te!



Pigri da tv

Tipica poltrona con un grande bracciolo, funzionale per appoggiare comodamente il braccio e rilassarsi facendo zapping con il telecomando, oppure sistemare tatticamente una coppa di popcorn.
Rivestita in morbido feltro per garantire il massimo relax anche a livello tattile.

https://www.google.it/search?biw=1093&bih=462&tbm=isch&sa=1&ei=DSPYW_ySLcSJrwT0n6uwDA&q=poltrona+con+braccioli+larghi&oq=poltrona+con+braccioli+larghi&gs_l=img.3...23564.26157.0.26465.12.12.0.0.0.0.117.1120.9j3.12.0....0...1c.1.64.img..1.2.204...0j0i30k1j0i5i30k1j0i8i30k1j0i24k1.0.rGqJxS3X0Ac#imgdii=1a82ffo4x8XfLM:&imgrc=VdAU4_pkpckfnM:


Pigri da libro

Perfetta per appoggiare comodamente il capo durante la lettura, grazie alla presenza di due "ali" imbottite ai lati dello schienale. Il colore marrone vintage e la forma altera invogliano il fruitore colto a sedersi e immergersi in un libro.
Naturalmente in pelle, esattamente come le poltrone-icona dei veri tipi (o topi?) da biblioteca.

https://www.google.it/search?biw=1093&bih=501&tbm=isch&sa=1&ei=sBnYW9_kE4TPrgTS3q6YDQ&q=poltrona+con+tizio+con+teleomando&oq=poltrona+con+tizio+con+teleomando&gs_l=img.3...2805.10881.0.11271.32.24.3.0.0.0.665.3672.11j7j0j1j2j1.22.0....0...1c.1.64.img..8.3.1483...0j35i39k1j0i67k1j0i8i30k1j0i24k1.0.gUp-CLwWX48#imgrc=iqBB2BzdaYG_JM:

Pigri da pennichella

Pensata per i troppo-pigri-per-poter-vivere, coloro che vogliono continuamente dormire per evitare le proprie responsabilità sociali, economiche, lavorative.
Presenta una forma allungata, comoda come un letto. La struttura interna in alluminio rinforzato garantisce il massimo comfort, ergonomica e studiata secondo precisi modelli antropometrici.

https://www.google.it/search?biw=1093&bih=501&tbm=isch&sa=1&ei=sBnYW9_kE4TPrgTS3q6YDQ&q=poltrona+con+tizio+con+teleomando&oq=poltrona+con+tizio+con+teleomando&gs_l=img.3...2805.10881.0.11271.32.24.3.0.0.0.665.3672.11j7j0j1j2j1.22.0....0...1c.1.64.img..8.3.1483...0j35i39k1j0i67k1j0i8i30k1j0i24k1.0.gUp-CLwWX48#imgrc=tI1ZdvlvoJC1BM:

Troppo pigri per svolgere qualsiasi azione


Non hai nemmeno bisogno di compiere sforzi per alzarti e sederti. La poltrona presenta un efficace meccanismo che permette di alzarti senza impiegare nemmeno mezza caloria. Particolarmente indicato per gli sbadati che dimenticano continuamente oggetti lontano dalla postazione di riposo e devono alzarsi spesso dalla poltrona per recuperarli.
 Non vi racconto il meccanismo interno che permette il movimento basculante: siete troppo pigri per rifletterci su.
https://www.google.it/search?biw=1093&bih=501&tbm=isch&sa=1&ei=sBnYW9_kE4TPrgTS3q6YDQ&q=poltrona+con+tizio+con+teleomando&oq=poltrona+con+tizio+con+teleomando&gs_l=img.3...2805.10881.0.11271.32.24.3.0.0.0.665.3672.11j7j0j1j2j1.22.0....0...1c.1.64.img..8.3.1483...0j35i39k1j0i67k1j0i8i30k1j0i24k1.0.gUp-CLwWX48#imgrc=ukTKaB-DfyERjM:

venerdì 26 ottobre 2018

STEP #5 - La cosa nella letteratura

Italo Svevo, La coscienza di Zeno

Analizzo un passo del romanzo di Italo Svevo, "La coscienza di Zeno", pubblicato nel 1923.

TRAMA DEL ROMANZO: Zeno è il rappresentante perfetto dell’inetto sveviano. L’inetto Zeno è un uomo eternamente indeciso, incapace di prendere in mano le situazioni. 
Zeno è inadeguato a vivere nel mondo borghese di cui fa parte, si sente a disagio e prova un continuo senso d'inferiorità. Egli insegue sempre una felicità che si dimostra illusoria e irrealizzabile ed è tormentato da un eccesso di coscienza, cioè dal voler sempre analizzare le cose della vita e svelarne le falsità e gli inganni, su cui si basa la vita borghese. Tuttavia Zeno non riesce a sottrarsi a quei valori borghesi che capisce essere falsi e continua a vivere in questa contraddizione.
ANALISI DEL PASSO CITATO: In questo episodio, si denota quanto la sua inettitudine lo tormenti, lasciandolo "incapace di scegliere" addirittura tra la poltrona e il letto; ciò lo porta ad un movimento itinerante e continuo che gli dà la percezione di agire e compiere gesti concreti, nonostante in realtà non fruttino alcuna reale azione effettiva: questa è la tipica condizione dell'inetto, tema attorno cui ruota l'intero romanzo di Svevo e talvolta caratteristica peculiare di tutti i personaggi letterari dell'inizio del 1900.



fonte: https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:Svevo_-_La_coscienza_di_Zeno,_Milano_1930.djvu/70

giovedì 25 ottobre 2018

STEP #4 - La cosa nelle arti figurative

Pablo Picasso, Donna con camicia sulla poltrona (1913)


Il quadro rappresenta un nudo femminile seduto.
L'opera "Donna in camicia" è un olio su tela che risale al 1913. Nell'autunno di quell'anno Pablo Picasso realizzò l'opera unendo ai colori del Cubismo analitico la struttura schematica del Cubismo sintetico.
La donna è nuda e seduta su una poltrona molto grande. La figura è contornata da una linea molto incisiva e penetrante che delimita e definisce il soggetto rappresentato. L'opera ha come sfondo una parete spoglia, anonima e neutra. L'olio su tela è costituito anche dalla sovrapposizione di molteplici piani, le cui giunture appaiono come delle pieghe. Picasso in quest'opera utilizza forme geometriche che si affiancano e si sovrappongono. Esse, inoltre, sono lineari e rigide e sono accostate a ritagli che richiamano stoffe, frange e pizzi di velluto. I colori sono caldi e accesi; prevalgono il rosa e l'arancione ad eccezione della parte superiore della figura in cui i toni appaiono più scuri. Tutta l'opera ruota intorno al corpo sensuale ed erotico della donna. Al centro del dipinto spiccano i seni penduli del nudo femminile. Questi ultimi, sono simili alle collane usate dagli indigeni africani. Ai lati, invece, sono individuabili i braccioli della poltrona, la quale avvolge in maniera confortevole il corpo del soggetto rappresentato. Vi sono altri elementi che rimandano alla vita di tutti i giorni, come il giornale, le varie stoffe e la poltrona.


Mary Cassatt, Little girl in blue armchair (1878)

Quadro realizzato nel 1878, mostra una ragazza distesa su una poltrona blu in una stanza con tre sedie. Lei guarda il pavimento ignara della presenza dell'artista che la ritrae. Sulla sedia di fronte a lei un cagnolino sonnecchia. Non ci sono tavoli o ornamenti, solo due grandi finestre che sono chiuse e pesantemente ritagliata dal bordo superiore della tela.





STEP #3 - I materiali della cosa

La poltrona dall’antica Roma ai giorni d’oggi: l'evoluzione dei materiali impiegati nella fabbricazione.



Antica Roma
Le poltrone nelle opulente domus venivano riccamente intagliate, e sembravano troni allungati.
Poggiavano su gambe di legno tornite, pitturate a vivaci colori o intarsiate con legni contrastanti, o con avori, o con pietre dure, o piccoli inserti in ottone dorato, rifinite in metallo sulle estremità degli zampi e sugli angoli.In genere i divani, come i letti, erano costituiti da 4 zampi che sostenevano una cornice di legno con stanghe anch'esse di legno come si osserva qui sopra, su cui poggiavano il materasso. Quest'ultimo (torus), era riempito di fieno, paglia, foglie secche o alghe per i più poveri, in seguito di lana, e per i più ricchi di piume di oche o di altri uccelli.


Secolo XV
Nel periodo elisabettiano le sedute erano rigide e pesanti; venivano realizzate interamente in legno intagliato e scolpito, dunque erano estremamente costose e disponibili solo per una cerchia ristretta di acquirenti.




Secolo XVI
Nascono le prime poltrone in tessuto imbottito, assicurato mediante filari di grosse borchie. Un prototipo idealizzato dalla società è il tipico trono di Luigi XIV, una poltrona costituita da un grande e rigido seggiolone imbottito, con un’alta spalliera e braccioli in legno intagliati e scolpiti.




Seconda metà del sec. XVII
Quando lo schienale e il sedile (tendente sempre più ad allargarsi) furono imbottiti e foderati con tappezzerie di seta ricamata e venne introdotto l'uso della doratura sulla struttura lignea. Il tipo di seduta viene chiamata à oreillettes.



XIX secolo
L’arredamento di interni tende verso due direzioni formali: artigianale e industriale. L’associazione Art’s&Craft vendeva mobili pesanti, realizzati a mano con materiali come legno, tappezzerie, imbottiture:







Invece, aziende come la Deutsche Werkstatte, le realizzava mediante una produzione industriale, creando poltrone a basso costo, dunque usando materiali innovativi come tubolare metallico, legno di faggio incurvato artificialmente, sedute di tela.


Giorni d’oggi
Una poltrona è un elemento d'arredo orientato all'eleganza e al comfort, è quindi imbottito e dotato di schienale (spesso anch'esso imbottito) e di braccioli, talvolta anche questi ultimi dotati di imbottitura. E' costituita da una struttura base di legno o metallo, inglobata in una serie di cuscini imbottiti realizzati in tessuto o pelle.





STEP #2 - I cataloghi della cosa

IL CATALOGO DELLE POLTRONE D’AUTORE.
Il design dal 1900 ad oggi : il catalogo delle poltrone che hanno fatto la storia secondo SAG’80, brand di design.


Le Corbusier, Pierre Jeanneret, Charlotte Perriand, LC4 (1928) 

Emblema della chaise lounge, conosciuta anche come “relaxing machine”, epiteto che rende bene l’idea del comfort procurato da questo prodotto. Essenziale, funzionale, quasi estrema nella sua semplicità la poltrona LC4 si appoggia su un sistema semplice ed ergonomico. Una culla di acciaio sostenuta da un piedistallo del medesimo materiale e un materassino con un poggiatesta cilindrico: pochi tratti semplici e precisi e il concetto di poltrona verrà cambiato per sempre.


Mies Van Der Rohe, Poltron a Barcelona (1950)

Il telaio della poltrona Barcellona è stato inizialmente progettato per essere imbullonato, ma è stato ridisegnato nel 1950, usando l’acciaio inossidabile, che ha permesso alla cornice di essere formata da un pezzo di metallo senza soluzione di continuità, conferendole un aspetto decisamente migliore.
La pelle bovina ha sostituito la pelle di cinghiale color avorio che è stata utilizzato per i primi pezzi originali. 


Patricia Urquiola, Husk (2011) 

Una poltrona dallo spirito forte, capace di convivere con gli stili più diversi, un ibrido che coniuga in se classicità e modernità, questa la poltrona creata dalla designer Patricia Urquiola. Di primaria importanza in questo prodotto, oltre al comfort e all’estetica, sono i materiali ad alta sostenibilità: una scocca in Hirek (plastica formata da polimeri riciclati e riciclabili) e una cuscinatura unica che offre il massimo di ergonomicità. 



Jacobsen, Poltrona Egg (1958)

La seduta e lo schienale sono in fibra di vetro rinforzata con poliuretano; è rivestita di tessuto imbottito di schiuma di lattice, presenta una base girevole con piede centrale a 4 razze in alluminio, cuscino della seduta amovibile; è rivestita in pelle o lana. La curvatura dello schienale garantisce il massimo comfort, e può ruotare di 360 gradi.



Fonti: 





STEP #1 - i nomi della cosa


A Arkón: termine dialettale della Valtellina per indicare la “poltrona” .

B Bracciolo: elemento della poltrona; è speculare, destinato ad appoggiare le braccia del fruitore.


C Cadreghino: cadreghino s. m. [dim. di cadrega], settentr., iron. o scherz. – La sedia, come simbolo di un posto gerarchicamente importante, fonte quindi di prestigio e di potere, oltre che ben remunerato.


D Divano: tipo di poltrona a più posti.

E Egg: poltrona Egg è stata progettata da Jacobsen nel 1958, è uno dei pezzi della storia del design. Con il nome “egg” si indica una tipologia di poltrona da cui capostipite la sopracitata del designer.

F Fauteuil: nome della cosa  in francese. Molte poltrone disegnate da Le Corbusier sono chiamate come “fauteuil grand comfort n.tot”.
G Ghế bành: nome della cosa in vietnamita.
H Hepplewhite: Poltrona con schienale ovoidale o a forma di scudo, gambe rastremate e braccioli privi di imbottitura.
K Kadrìga: poltrona del nonno (dialettodi Bormio, Italia).
L Lenestol: nome della cosa in norvegese.
M Méridienne: Poltrona simile al chiase longue, ha un bracciolo più alto che fa da schienale e uno schienale di ridotta altezza. Ebbe fortuna nello stile Impero.
N Nojatuoli: nome della cosa  in Finlandese.
P Pouf: particolare tipo di poltrona; fu progettata dal designer Zanotta nel 1968 col titolo di “Poltrona sacco”.
R Récamier: Poltrona tipica dello stile Direttorio, non ha schienale e braccioli sostenuti da gambe a X. Il nome deriva da un dipinto di David che ritrare madame Récamier.
S soliumque contulerit: nome della cosa in latino. da solium che significa soglio, trono, seggio; 

T Tronu: nome della cosa in dialetto salentino. 
V Voyeuse: Poltrona utilizzata nelle sale da gioco, sulla sommità dello schienale ha un cuscinetto, cui si può poggiare chi guarda verso il tavolo da gioco, alle spalle della poltrona stessa.
W Walang kibo: nome della cosa in filippino.



Fonti: 






lunedì 22 ottobre 2018

STEP #23 - La sintesi finale

Realizzare questo blog mi ha reso profondamente soddisfatta. Ho approfondito i più svariati temi, dal design ai fumetti: aprendo nuove fin...